Possibilità di laboratori didattici per i bambini delle scuole per imparare divertendosi. Fossili di dinosauri e dei primi esseri viventi della Terra al parco di Perugia grazie all’esposizione sull’evoluzione

Natura e storia si incontrano a Città della Domenica. Questa è la stagione più bella per ammirare piante e animali che popolano il parco perugino ma anche per scoprire la loro evoluzione sulla Terra. In particolare, sarà il rettilario a offrire una mostra permanente dove i visitatori potranno apprezzare, oltre ai rettili vivi presenti, anche fossili appartenenti a diverse ere preistoriche. Proprio per questo il rettilario prende il nome di ‘Torre di Darwin’, in onore al grande naturalista e biologo Charles Robert Darwin, celebre per la sua teoria sull’evoluzione delle specie esposta nel libro ‘L’origine delle specie per selezione naturale’ (1859).

La mostra del rettilario. Nella mostra si possono ammirare fossili di uova di adrosauro e denti e unghie di Spinosauro, dinosauri di grosse dimensioni caratteristici del Cretaceo superiore ed è possibile osservare e fare un confronto dello scheletro del cranio di un coccodrillo del Nilo attuale con il suo antenato Eusucus. Proseguendo si trovano esposti reperti preistorici risalenti a più di un miliardo di anni fa, le Stromatoliti, strutture sedimentarie calcaree che ospitavano milioni di batteri e alghe azzurre, le prime forme di vita in grado di compiere la fotosintesi e produrre ossigeno. Interessanti e molto belle da vedere anche le tre grandi lastre fossili esposte: la prima con incastonate numerose stelle e blastoidi, alcuni crinoidi, echinodermi esclusivi del Paleozoico (541-252 milioni di anni fa); la seconda con un quindicina di eldonia, antenati delle meduse, enigmatici animali estinti vissuti tra il Cambriano inferiore (501-488,3 milioni di anni fa) e l’Ordoviciano superiore (460,9-443,7 milioni di anni fa); la terza con fossili di trilobiti, animali considerati la prima forma di vita complessa apparsa sulla Terra, appartenenti all’era Paleozoica (541-252 milioni di anni fa). A questi si aggiungono le ammoniti, i fossili per eccellenza, utilizzati in stratigrafia per la datazione delle rocce sedimentarie soprattutto dal Paleozoico superiore a tutto il Mesozoico (251-65,5 milioni di anni fa). Si possono osservare ammoniti di varie dimensioni appartenenti a gruppi diversi (a spirale chiusa o svolta, con o senza spine). La mostra presenta anche il fossile delle fauci di un Mosasauro, uno dei più grandi rettili marini estinti, vissuto nel Cretaceo superiore (70-65 milioni di anni fa), e vicino a questo anche fossili di Ittiosauro e Dyrosauro. Il percorso si conclude con reperti di scheletro della testa di un orso delle caverne (Ursus spelaeus), la mandibola e il femore di un mammut, risalenti a 100mila anni fa, e un calco rarissimo di un graffito sahariano raffigurante un bovino. Per quanto riguarda i rettili vivi si possono trovare crotali, vipere italiane e africane, caimani e alligatori del Missisipi, un pitone reale e una iguana verde.

Laboratori didattici. Grazie alla presenza di questi numerosi reperti preistorici, al rettilario vengono organizzati laboratori didattici per i bambini delle scuole durante i quali i piccoli visitatori possono vivere alcune esperienze legate al mestiere del paleontologo, come la simulazione di uno scavo, toccare con mano veri fossili e produrre calchi in gesso di fossili di ammonite da riportare a casa in ricordo della giornata. Inoltre, sono possibili visite guidate per adulti e bambini (minimo 15 persone).

Info. Per informazioni si può chiamare il numero 075.5054941.